Riccardo Bocchini firma la scenografia di Sanremo 2026: “asimmetria” ed espansione dello spazio all’Ariston
Riccardo Bocchini scenografia Sanremo 2026
Riccardo Bocchini firma la scenografia di Sanremo 2026 con un impianto costruito sul concetto di espansione dello spazio. L’architetto descrive una scena pensata per rompere gli schemi geometrici tradizionali, fondendo asimmetria e “magia musicale” in un linguaggio visivo più fluido e contemporaneo.
Il concetto di espansione dello spazio
La scena, nelle parole di Bocchini, si spingerà verso la platea e si alzerà in direzione della galleria e dei tre piani dell’orchestra, con l’obiettivo di ridurre la distanza tra chi esegue e chi ascolta. Inoltre, ogni canzone potrà essere accompagnata da configurazioni tecnologiche in grado di allungarsi o comprimersi, modificando prospettive e punti di vista.
Tecnologia scenica: boccascena, ledwall e scala motorizzata
Il progetto ruota attorno a un “boccascena” architettonico asimmetrico che si trasforma in tre grandi fascioni, capaci di avvolgere palco e platea e “abbracciare” l’intero teatro. Allo stesso tempo, l’ingresso della scala motorizzata viene annunciato da un sipario di ledwall a scorrimento orizzontale che si apre svelando la struttura, con un effetto pensato per richiamare la tradizione teatrale.
Regia e fotografia: palco a 360 gradi
Al centro del fronte scena è previsto anche un sipario tecnologico scorrevole e motorizzato, con configurazioni variabili per cambiare di volta in volta l’impianto visivo. Infine, la scena lavorerà in sinergia con il direttore della fotografia Mario Catapano e con la regia di Maurizio Pagnussat: attraverso accensioni e spegnimenti potrà passare da “tutta nera” a “tutta bianca”, mentre telecamere integrate nella scenografia cercheranno nuove angolazioni per far vivere il palco a 360 gradi.
Fonte: Ufficio Stampa Rai